Siamo alle porte della seconda settimana del Giro d’Italia e abbiamo già visto risultati che parlano chiaro. Vingegaard ha già vinto due tappe con arrivo in salita staccando i suoi avversari senza troppa difficoltà. Sia nella salita al Blockhaus sia in quella di Corno alle Scale, il danese ha dimostrato di essere una spanna sopra tutti gli altri.
Sebbene siano usciti dei dati che dimostrino come le sue prestazioni siano fisicamente inferiori a quelle “standard” dei suoi Tour de France, a me pare abbastanza chiaro che al momento non ci sia nessuno in grado di tenere il passo di Vingegaard in ottica classifica generale.
Purtroppo anche Pellizzari, che aveva retto abbastanza bene alla prima tappa con arrivo in salita, ha ceduto nella seconda tappa, pare per un problema fisico, e il suo ritardo dal danese si aggira intorno ai 3 minuti. Con tanti che possono ambire al podio e pochissimi (forse nessuno) alla vittoria, Vingegaard mi pare ben piazzato per sollevare il trofeo senza fine.
Certo, mancano due settimane, bisogna gestirsi e le tappe davvero toste devono ancora arrivare. Tuttavia, queste due vittorie mi danno da pensare che il solo vero e reale avversario di Vingegaard sia Vingegaard stesso. Solo lui può perdere questo Giro. E forse è questa la difficoltà: avere nelle proprie mani una vittoria scontata sapendo di poterla distruggere in un attimo.
