Mentre stasera riflettevo per decidere di cosa avrei parlato in questo articolo mi sono chiesta: “cosa mi ha colpito di più in questa settimana?”.
Pogačar bis a Kigali
Se dovessi pensare alle prestazioni, ovviamente la vittoria di Pogačar sarebbe la prima cosa che mi verrebbe in mente. Questo perché mi ha tenuta incollata davanti allo schermo della televisione per più di 100 Km continuativi senza annoiarmi mai: non è scontato portare a casa la vittoria con un minuto solo di vantaggio su Evenepoel. Detto questo, mi sbilancio dicendo che a mio parere Pogačar ha fatto una prestazione entusiasmante, un’impresa doppiamente folle perché ripetuta come ai mondiali 2024. E riprendendo le parole di Genovesi sul Giro d’Italia, “amo la follia alla follia” e quindi non potevo che essere entusiasta di questa gara. Ho adorato ogni momento di questa corsa? Assolutamente. Potrei andare avanti a parlarne? Assolutamente. Per fortuna vostra non lo farò e vi propongo altre due riflessioni.
Back-to-Back di Finn
Passando alla squadra italiana, mi viene subito in mente Finn. So di non aver coperto sui social le gare U23 e Junior (d’altronde a un certo punto vanno fatte delle scelte) ma il suo back-to-back è stato stupefacente. Di Finn ne avevo già parlato in occasione del Giro d’Italia Next Gen e ha confermato ancora una volta il suo talento. È facile essere tentati a pensare di aver trovato quell’italiano da grandi gare che ci manca (attenzione: atleta uomo perché tra le donne abbiamo Longo Borghini, non dimentichiamocelo) e ammetto di averlo pensato anche io. Sarebbe senz’altro una bellissima notizia ma è anche giusto lasciare crescere i giovani con i loro tempi senza addossargli aspettative troppo grandi.
Ogni atleta a quel livello si pone già obiettivi e aspettative personali, quello che possiamo fare noi appassionati è sostenerlo in ogni momento senza essere critici: da questo punto di vista ha il suo team che lo conosce molto meglio di noi. Non dimentichiamo la cosa fondamentale di questa impresa: è arrivata in prima pagina nella Gazzetta dello Sport. Ebbene sì, avete capito bene: un ciclista U23 in prima pagina della Gazzetta. Chiudo questo paragrafo con questa notizia così che possiate gustarla appieno.
Evenepoel e la gestione della delusione
Un’altra cosa che mi ha colpito molto è stata la differenza di comportamento tra Longo Borghini ed Evenepoel. A occhio potrebbe sembrare un paragone troppo tirato ma fermatevi un momento a leggere questa riflessione. Nessuno dei due è arrivato al risultato desiderato, nessuno dei due ha vinto. Tutti e due hanno da rimproverarsi la gestione della gara. Longo Borghini ha ammesso a fine corsa che avrebbe dovuto agire diversamente sul finale e che ha sbagliato, facendo i complimenti alla vincitrice e alle sue compagne di squadra che l’hanno sostenuta fino alla fine.
D’altra parte, Evenepoel a fine gara non fa niente di tutto questo. Non ammette di aver sbagliato ma abbiamo visto tutti che si è fermato ad aspettare l’ammiraglia senza assicurarsi che questa ci fosse perdendo un sacco di tempo (anche senza radioline sarebbe bastato voltarsi). Non ringrazia i compagni di squadra (almeno ad ora non ho visto video o post a riguardo) sebbene lo abbiano aiutato a rientrare nel gruppo inseguitore e nemmeno si complimenta con il vincitore a fine gara (o dopo la gara, almeno da quanto ho potuto leggere/vedere alla scrittura di questo articolo). La differenza è che lui è salito sul podio vincendo l’argento.
Delusa? Ammetto di essere un po’ delusa. Longo Borghini impeccabile, Evenepoel invece oscura il suo ottimo risultato (chiariamoci, sarà deluso sul momento ma arrivare secondi è un ottimo risultato) con questo comportamento a mio parere non molto sportivo, tant’è che mi ero dimenticata del suo oro a cronometro finché non sono arrivata a rileggere l’articolo finito. Quel che si può dire è che capita di sbagliare, capitano gli imprevisti e capita di avere sfortuna ma si può controllare come reagire.
Chiudiamo così la settimana dei mondiali di Kigali con tante cose a cui pensare anche in ottica europeo. Non dimenticatevi però che il 5 ottobre comincia il Trittico Lombardo con la Coppa Agostoni: potrei avere qualche sorpresa e qualcosa di bello da farvi vedere.
