Le prime tre tappe della Vuelta saranno totalmente in Italia, mentre la quarta prenderà il via dall’Italia per concludersi in Francia.
In questo articolo voglio concentrarmi sui partecipanti della Vuelta perché, in assenza di Pogačar, la gara sarà senz’altro più aperta e con più sorprese. In particolare, vedo molto potenziale per gli atleti italiani.
Si aspettava con particolare attenzione la partecipazione di Caruso come gregario di Tiberi, ma causa frattura alla mano non potrà essere presente al via della Vuelta. Al suo posto viene inserito Pickering, sarà all’altezza per sostituire un gregario di lusso come Caruso?
Sono particolarmente curiosa di vedere cosa potrà fare Pellizzari come capitano della Bora: dopo il ritiro di Roglic dal Giro è riuscito ad ottenere un ottimo piazzamento pur avendo perso diverso tempo per aiutare lo sloveno. A livello di classifica generale per la Vuelta, vedevo Pellizzari e Tiberi più o meno sullo stesso livello. Questo perché Pellizzari ha fatto una performance migliore al Giro ma ora ha un gregario con meno esperienza (Hindley), mentre Tiberi, pur essendosi espresso con più difficoltà al Giro (anche causa caduta) aveva un gregario con tanta esperienza e tantissima grinta (Caruso). Ora, con l’assenza di Caruso le cose si fanno più difficili ma confido che Tiberi potrà fare bene anche in queste condizioni.
Può sicuramente trovare i suoi spazi anche Fortunato, che dopo la vittoria della maglia degli scalatori al Giro d’Italia ambirà anche a quella della Vuelta. Dovrà contendersela con altri atleti molto validi, ma non dubito che la battaglia sarà di notevole interesse.
È il momento del riscatto per Ganna, che dopo il ritiro durante la prima tappa del Tour avrà senz’altro voglia di vittoria e di fare bene. A lui si aggiunge senza dubbio anche Ciccone, reduce di una vittoria di tappa alla Vuelta di Burgos e della Clasica di San Sebastiàn: sembra essersi ripreso completamente dalla caduta al Giro d’Italia ed essere nel suo picco di forma, per cui mi auguro possa ottenere degli ottimi risultati su un palco più prestigioso come questo.
Per ora ho parlato solo degli atleti italiani perché vedo molte possibilità ma non dobbiamo dimenticarci che avranno a che fare con atleti di altissimo livello: Pedersen, Paret-Paintre, Campenaerts, Pidcock, Almeida, Ayuso, Vingegaard.
Approfondisco ora il tema Vingegaard: molti hanno criticato la sua prestazione al Tour ma forse hanno dimenticato che è comunque arrivato secondo in classifica generale (4 minuti dietro un Pogačar impressionante). A mio parere, condizioni fisiche permettendo, rimane quindi il favorito numero 1 per la vittoria finale dato che è stato l’unico a potersela giocare quasi alla pari con lo sloveno. Bisognerà capire come ha recuperato dal Tour ma riusciremo a farci un’idea migliore solo dopo la prima settimana.
In ogni caso, vedo tante possibilità per i nostri atleti e questo non fa altro che rendermi ancora più entusiasta della gara imminente: l’ultimo grande giro prima della fine della stagione può regalarci tante emozioni.
