Il Giro d’Italia Next Gen si è appena concluso e possiamo cominciare a fare qualche considerazione
La prima cosa che mi viene in mente se penso al Giro d’Italia Next Gen è la vittoria di Agostinacchio: per vincere una tappa serve avere gambe, testa e sapersi muovere con il tempismo giusto, tutte cose che servono per lasciare il segno ad ogni corsa. Questo mi fa sperare di vederlo vincere una tappa al Giro d’Italia per professionisti, quando sarà il momento.
Non ha ottenuto una vittoria di tappa, ma ha portato a casa la maglia azzurra: grazie a Finn, la classifica scalatori parla italiano anche al Giro Next Gen (ricordiamo la maglia azzurra di Fortunato alla corsa élite). È sicuramente un ottimo segnale in vista dei prossimi anni, non solo per questa classifica specifica ma anche per le vittorie di tappa con arrivo in salita.
Non posso poi non ricordare Turconi, migliore italiano in gara e quinto in classifica generale davanti a Finn, a 1 minuti e 47 secondi dalla maglia rosa di Omrzel. Ha tutte le carte in regola per diventare un corridore completo, cosa di cui in Italia avremmo davvero bisogno, e ha dimostrato di correre in maniera intelligente e ponderata, muovendosi ogni giorno a dovere per scalare la classifica.
Vale assolutamente la pena ricordare anche l’ottimo nono posto di Scalco in classifica generale: grazie a lui si contano tre gli italiani in top ten: una classifica ricca che alza le speranze per i prossimi anni.
