Battendo ogni pronostico Skjelmose si è imposto su Pogačar ed Evenepoel con un finale da fotofinish
In pochi avrebbero predetto la vittoria di Skjelmose, noi compresi, e invece il danese ha sorpreso tutti con un’azione lungimirante. Fuori dai giochi invece Van Aert, quarto, dopo essersi fatto cogliere di sorpresa dall’attacco di Evenepoel.
Il momento chiave dell’Amstel Gold Race
La gara esplode a circa 45 Km dal traguardo, sul Gulpenrberg, dove attacca un Alaphilippe che in queste condizioni di forma non si vedeva da parecchio tempo. Gli resta attaccato a ruota Pogačar e i due staccano il gruppo di una decina di secondi, per affrontare il Kruisberg con 11 secondi di vantaggio sul gruppo.
È a questo punto che sembra di rivivere un copione già visto: lo sloveno attacca e riesce a mettere in difficoltà il francese, che non riesce a replicare. Nel gruppo provano a replicare, con Skjelmose ed Evenepoel che tirano per andare a recuperarlo, ma con un vantaggio di ormai 28 secondi sembra non ce ne sia per nessuno, soprattutto perché all’inizio del Fromberg il vantaggio aumenta a 32 secondi.
Passano così sul Fromberg e sul Keutenberg ed è qui che Skjlmose si lancia da solo all’inseguimento dello sloveno, pensando forse di poter sigillare la seconda posizione.
Le ruote non girano per Pogačar
Qui però le cose cambiano: ci si accorge che Pogačar non sta facendo il vuoto come suo solito, ma anzi Skjelmose guadagna e si porta sempre più vicino. A 30 Km dall’arrivo decidono di muoversi anche Evenepoel e Pidcock. Probabilmente è qui che Van Aert ha commesso l’errore che lo ha tagliato fuori dai giochi per il podio: ha rinunciato a seguire Evenepoel e si deve accontentare “solo” di un quarto posto e di vincere la volata del gruppo.
Evenepoel e Skjelmose lavorano in armonia e a fine Cauberg, a 20 Km dal traguardo, rimangono13 secondi allo sloveno. Incredibile ma vero, Pogačar può essere ripreso e loro ci credono fino in fondo. Bisogna sottolineare la grande prestazione di Evenepoel: a solo pochi mesi dall’infortunio riesce a essere subito competitivo in una gara in recupero come questa (ha vinto la Freccia del Brabante pochi giorni fa, ma riprendere Pogačar non era scontato).
Da notare come in questa fase Skjelmose cerca di stare a ruota il più possibile: può essere che sia proprio questa tattica ad avergli lasciato quel pizzico di energie in più per battere i due avversari sul traguardo.
Il Cauberg quest’anno non risulta decisivo
A 10 Km dal traguardo il vantaggio di Pogačar si attesta a 8 secondi e un paio di chilometri dopo i due inseguitori riescono a rientrare. A questo punto ci si aspetta un attacco sul Cauberg, che tradizionalmente determina il vincitore dell’Amstel Gold Race, ma incredibilmente i tre si danno cambi regolari e non succede nulla. È quindi volata tra Evenepoel, Pogačar e Skjelmose.
Evenepoel lancia la volata per primo, forse perché trovandosi in testa al terzetto ha voluto provare ad anticipare l’azione, ma ad avere la meglio per pochi centimetri è Skjelmose, che si mette dietro prima Pogačar e poi Evenepoel.
Questa volta, non è né il campione olimpico né il campione del mondo ad alzare le mani sotto il traguardo. Skjelmose ci mostra che è possibile battere i pronostici e gli avversari più difficili, e se non ci avesse creduto fino in fondo anche lui forse non ce l’avrebbe fatta.
È una vittoria che speriamo possa essere di incoraggiamento anche per altri ciclisti: a volte l’impresa è possibile e puoi essere proprio te a compierla.
Una parola per la Amstel Gold Race femminile
In confronto alla gara maschile, la gara femminile è stata di gran lunga più tranquilla: infatti, gran parte della fuga è riuscita a non essere ripresa dal gruppo e si è quindi giocata la vittoria.
A 2,4 Km dal traguardo, tra le atlete della fuga è Bredewold a prendere l’iniziativa per andare poi a tagliare il traguardo in solitaria senza particolari difficoltà. A seguirla sono le sue connazionali Van Dijk e Pieterse che vanno a comporre un podio tutto olandese.
Da notare l’ottima prestazione di Persico, che si posiziona quinta, unica tra tutte le atlete e atleti italiani a posizionarsi nella top ten, facendo ben sperare per i prossimi appuntamenti.
