Stupendo secondo posto per Letizia Borghesi, terza Wiebes, solo 12° la campionessa del mondo Kopecky

Con Longo Borghini assente per la commozione cerebrale rimediata al Giro delle Fiandre, tutti i pronostici vedevano come favorita Kopecky, già vincitrice l’anno scorso in questa gara.

La prima parte della Parigi-Roubaix

Subito si viene a formare la fuga di giornata, composta da solo due atlete, che viene tenuta decisamente sotto controllo dal gruppo e la gara procede tranquilla fino ai primi tratti in pavé, dove si registrano subito delle forature: un classico per la Parigi-Roubaix.

A circa 50 Km dalla conclusione prende atto uno dei momenti chiave di questa gara: su un tratto in pavé avvengono diverse forature dove vengono coinvolte le due sorelle Borghesi, e una caduta di gruppo dove rimane coinvolta Ferrand-Prévot. Subito dopo Kopecky va all’attacco insieme a Wiebes e Vos, andando a riprendere le fuggitive.

Gli animi cominciano a scaldarsi, le favorite alla vittoria di gara sono tutte in testa alla corsa in questo momento. A circa 40 Km dal traguardo il gruppo di testa vede presenti 20 cicliste, tra le quali anche Balsamo, Letizia Borghesi e Consonni.

A 30 Km dal traguardo c’è chi prova l’attacco da lontano: Norsgaard prende il largo e guadagna poco più di 30 secondi. Nel gruppetto inseguitore è solo Kopecky a tirare per cercare di andare a riprendere Norsgaard, probabilmente qui avrà utilizzato molte preziosissime energie.

All’inizio del settore in pavé di Bourghelles à Wannehain Ferrand-Prévot attacca e riprende Noorsgaard; insieme mantengono il vantaggio nei confronti delle inseguitrici.

L’attacco che determina la vittoria alla Parigi-Roubaix

Ferrand-Prévot non si accontenta di continuare a correre con tranquillità insieme a Noorsgaard: per provare a vincere si deve attaccare al Carrefour de l’Arbre, il più difficile di questa gara, e così decide di fare. Riesce a cominciare quel tratto in pavé in solitaria, sono circa 5 i secondi di vantaggio sull’avversaria che ha appena staccato, e ad aumentare il vantaggio nei confronti del gruppo fino a 41 secondi.

La francese continua a guadagnare e mantiene saldamente la testa della gara e quando mancano solo due tratti di pavé comincia a profilarsi una vittoria in solitaria per la francese, che è alla sua prima partecipazione in questa gara. Infatti, a 10 Km dalla fine il vantaggio sulla sua diretta inseguitrice è di 25 secondi e 57 sul gruppo Kopecky.

A 5 Km il gruppo comincia a tirare con più serietà, ma manca troppo poco per andare a riprendere la francese. L’ultimo settore in pavé è come una passerella, il velodromo un palcoscenico per la prima vittoria di un’atleta francese alla Parigi-Roubaix, con il pubblico di casa in visibilio.

Ancora una volta la Parigi-Roubaix ha offerto spettacolo e ha dimostrato che, al di là di tutti i pronostici, conta solo la legge dettata dall’inferno del nord: come Colbrelli nel 2021, Ferrand-Prévot ha dimostrato che è possibile vincere questa gara anche all’esordio.

Per ultimo, non si può mancare di menzionare il sistema Gravaa KAPS usato da Ferrand-Prévot per regolare autonomamente la pressione degli pneumatici per adattarla ad ogni singolo tratto di strada e pavé percorso.

Difficile dire quanto sia stato determinante (la bravura di Ferrand-Prévot è indiscussa), ma rimane curioso notare come Kopecky e il gruppo non abbiano mai guadagnato nei confronti dell’atleta francese che utilizzava questo sistema. Questo punto sarà da rivalutare alla fine della Parigi-Roubaix maschile, dove viene utilizzato da Van Aert. Appuntamento dunque tra poche ore per discutere insieme su questa nuova tecnologia.